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GIOVANNI PAOLO II
(1978-2005)
Karol Jòzef Wojtyla nasce a Wadowice (Cracovia) in
Polonia il 18 maggio 1920, da Karol
nato a Lipnik nel 1879, militare di carriera e da Emilia Kaczorowska,
figlia di un bastaio (rivestimenti per carrozze) nata nel 1884, ma che
perde a soli nove anni (13 aprile 1929). Il fratello Edmund nato
il 27 agosto 1906 anch'egli a Cracovia, esercita la professione di
medico presso l'ospedale Powszechny di Bielsko, ma muore di tifo il 5 dicembre
1932.
Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a
Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia
dell'università Jagellonica. Si iscrive anche allo Studio 38, circolo
teatrale che durante la seconda guerra mondiale va avanti
clandestinamente. Nel 1939 quando le forze di occupazione naziste
chiusero l'Università, il giovane Karol lavorò in una cava di pietra per
potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

Nel febbraio del 1941 muore il padre. Nella primavera del
1942 viene trasferito dalla cava alla fabbrica di soda Solvay. Nello
stesso anno inizia a frequentare alcuni corsi clandestini della Facoltà
di Teologia dell'Università Jagellonica come seminarista
dell'arcidiocesi di Cracovia. Nel marzo 1943 interpreta la parte del
protagonista nella prima del Samuel Zborowski di Juliusz
Slowacki. È la sua ultima comparsa sulle scene teatrali. Nell'agosto
del 1944 l'arcivescovo Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri
seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado. Vi rimarrà fino
alla fine della guerra. Continua così gli studi ed interrompe il lavoro
in fabbrica.
Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote e, come nelle precedenti
occasioni, riceve gli ordini sacri dalle mani dell'Arcivescovo
Metropolita Adam Sapieha nella sua cappella privata. Dopo pochi
giorni parte per proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i
Pallottini, in Via Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi di laurea
Doctrina de fide apud S.Joannem de Cruce. Rientra da Roma in
Polonia, dove, come viceparroco viene destinato alla parrocchia di
Niegowiæ presso Gdów. Il Senato accademico dell'Università Jagellonica,
dopo avergli riconosciuto i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a
Cracovia e i successivi all'Angelicum di Roma, gli assegna il titolo di
dottore con la qualifica di ottimo.
Nel 1949 viene richiamato a Cracovia, diventando viceparroco della
parrocchia di S. Floriano. Ottenuta l'abilitazione alla docenza, nel
1953 insegna etica sociale cattolica alla Facoltà teologica
dell'Università Jagellonica. Abolita questa facoltà, viene organizzata
una nuova facoltà teologica presso il seminario di Cracovia, dove
continua la docenza; insegna poi etica all'Università cattolica di
Lublino.
Il 4 luglio 1958, viene nominato Vescovo Ausiliare dell'Arcivescovo di
Cracovia Mons. Eugeniusz Baziake, qualche mese più tardi fu consacrato
vescovo nella cattedrale di Wavel. Nel 1962 eletto vicario capitolare
dopo la morte del vescovo Baziak, parte per Roma dove partecipa ai
lavori del Concilio ecumenico Vaticano II e un anno dopo
partecipa ai lavori della seconda sessione del Concilio Vaticano II.
Il
13 gennaio 1964 il Papa Paolo IV lo
nomina arcivescovo metropolita di Cracovia, insediandosi ufficialmente
nella Cattedrale del Wawel. Solo tre anni più tardi, il 28 giugno 1967
viene creato cardinale sempre da Paolo VI. Negli anni successivi inizia
ciò che le renderà unico durante il suo pontificato: partecipa al
Congresso Eucaristico in Australia, sostando anche a Manila (Filippine)
e in Nuova Guinea, quindi Belgio, ancora Roma, Francia e nel 1974 visita
San Giovanni Rotondo. Vi era stato la prima volta durante gli anni di
studio romani ed aveva incontrato Padre Pio. Continua i suoi viaggi
nella Repubblica democratica tedesca, quindi tiene una conferenza
all'Ambrosiana di Milano sul tema: "I diritti della persona umana alla
luce del recente Sinodo dei Vescovi". Torna a Cracovia e qualche mese
dopoparte per un viaggio pastorale negli Usa e in Canada.
Il 6 agosto 1978 muore Paolo VI, Karol Wojtyla partecipa alle esequie ed
al conclave che, il 26 agosto 1978, elegge Giovanni
Paolo I (Albino Luciani). In seguito alla improvvisa morte di
quest'ultimo, il 14 ottobre 1978 inizia un nuovo Conclave e lunedì 16
ottobre 1978 il cardinale Karol Wojtyla viene eletto Papa con il nome di
Giovanni Paolo II. E' il 264° pontefice della Chiesa cattolica. Il primo Papa non italiano dal sedicesimo
secolo: l'ultimo, infatti, era stato l'olandese Adriano VI, morto nel
1523. Appena eletto affacciatosi alla loggia di Piazza San Pietro
improvvisa un breve discorso in italiano. Quindi pronuncia una frase
destinata a rimanere nel tempo: "Se mi sbaglio mi corriggerete".
Dalla piazza sale una grande ovazione, questo papa inizia già subito ad
essere simpatico.
Il Pontificato
Il Pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza in particolar modo
per i viaggi apostolici. E' stato calcolato, infatti, che ha percorso ben 1.163.865 chilometri
e 104 missioni all'estero. Di particolare
importanza, sono i viaggi nei paesi dell'Est europeo, che sanciscono la
fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali Sarajevo
(aprile 1997) e Beirut (maggio 1997), che rinnovano l'impegno della
Chiesa cattolica per la pace. Storico anche il suo viaggio a Cuba
(gennaio 1998) e l'incontro con Fidel Castro.
Ma il momento più
drammatico per tutto il mondo cattolico fu alle ore 17.19 di mercoledì
13 maggio 1981: Giovanni Paolo II mentre compie il consueto giro sulla
campagnola bianca prima dell'Udienza Generale in Piazza San Pietro,
resta vittima di un attentato, perpetrato da un giovane turco di nome
Alì Agca (23 anni, terrorista professionista, condannato a
morte per omicidio ed evaso da un carcere militare di Istanbul) che nascosto tra la folla in piazza San Pietro, gli spara
due colpi di pistola, ferendolo gravemente all'addome. Mentre
l'attentatore viene arrestato, il Papa è ricoverato al Policlinico
Gemelli dove rimane in Sala operatoria per sei ore. Quattro giorni dopo
recita l'Angelus dal Policlinico Gemelli, in collegamento con Piazza San
Pietro: "Prego per il fratello che mi ha colpito, al quale ho
sinceramente perdonato". Una volta ristabilitosi, il
Pontefice,
dopo averlo pubblicamente perdonato andò a trovare Agca
in carcere, in una visita rimasta storica.
La sua degenza
durò 22 giorni, ma per via un'infezione da cytomegalovirus, il Papa
viene nuovamente ricoverato e il 5 agosto è sottoposto al secondo e
risolutivo intervento chirurgico. Dieci giorni dopo lascia il
Policlinico Gemelli e si trasferisce a Castel Gandolfo per riposarsi. Ma
le cose da fare sono tante e Giovanni Paolo II non è il tipo di persona
che sta con le mani in mano, così pubblica l'Enciclica "Laborem
excersens" sul lavoro dell'uomo e il 25 novembre dello stesso anno
nomina del cardinal Joseph Ratzinger a Prefetto della
Congregazione per la dottrina della Fede.
Considerato da alcuni un conservatore, per via del duro richiamo
all'ortodossia, alla centralità pontificale e romana, alla tradizione,
sono tuttavia da sottolineare i molti contatti stabiliti con altre
confessioni religiose (protestanti, ortodossi, ebrei). Nel 1986 visita
la sinagoga di Roma: nessun altro Pontefice lo aveva mai fatto prima, e,
nel 1993, stabilisce le prime relazioni diplomatiche ufficiali tra
Israele e Santa Sede. Da ricordare anche l'importanza data al dialogo
con le nuove generazioni, grazie alla Giornata Mondiale della
Gioventù, dove ogni due anni i giovani
cattolici di tutto il mondo si stringono intorno al Santo Padre in un
raduno internazionale: quello di Roma, nel 2000, è stato uno degli
eventi più importanti e coinvolgenti del Grande Giubileo.
Gli eventi si susseguono uno dietro l'altro, così nello stesso
anno durante il suo viaggio a Fatima, al termine della celebrazione
della beatificazione dei pastorelli Francesco e Giacinta Marto, il
cardinal Sodano annuncia che sarà resa pubblica la terza parte del "Segreto
di Fatima". Il 3 settembre 2000 Giovanni
XXIII, il papa Buono, il papa del sorriso, ma soprattutto il
Papa del Concilio Vaticano II, venne beatificato insieme a
Pio IX. Nel 2001 continuano i suoi
pellegrinaggi e a Damasco diventa il primo Papa ad entrare in una
moschea. Il 12 settembre dopo l'attacco alle Torri gemelle chiede che "non
prevalga la spirale dell'odio e della violenza" e successivamente
Definisce il terrorismo "un atto contro Dio". Il 16 giugno 2002
mezzo milione di persone affollano Roma e piazza S. Pietro per la
canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina. Mentre qualche mese
più tardi per canonizzazione del beato Josemaria Escrivà de Balaguer,
fondatore dell'Opus Dei. Stessa cosa per Madre Teresa di
Calcutta, beatificata a tempo di record il 10 ottobre 2003.
Intanto il tempo
passa e con esso le preoccupazioni per la sua salute, soventi sono ormai
le apparizioni dalla stanza al decimo piano del Policlinico Gemelli a
Roma. Il giorno dopo il suo 83° compleanno dice:"Sempre di più mi
rendo conto che è più vicino il momento quando mi dovrò presentare al
cospetto di Dio con tutta la mia vita". Il 1° febbraio 2005 Giovanni
Paolo II è nuovamente ricoverato per una laringo-tracheite acuta e crisi
di laringospasmo. "Ha avuto una
crisi respiratoria, ma si sta riprendendo bene" così esordirono i
medici. Dieci giorni dopo infatti ritorna in
Vaticano e sembra che effettivamente stia meglio, ma il 24 febbraio viene urgentemente
ricoverato al Gemelli per due crisi respiratorie e in serata gli viene
praticata una tracheotomia. Il 13 marzo all'Angelus si riascolta la sua
voce, ma giovedì 31 marzo 2005, c'è un nuovo allarme per la salute del
Pontefice. Il Vaticano conferma che ha la febbre alta legata ad
un'infezione alle vie urinarie. Dura poco più di 48 ore l'agonia di
Giovanni Paolo II, muore sabato 2 aprile, alle ore 21,37, nel suo
appartamento nel palazzo apostolico in Vaticano, all'eta' di 84 anni.
Nella malattia, nell'agonia, e nella morte, forse troppe luci di comodo
si sono accese su Giovanni Paolo II. Proprio sull'uomo che era contro i
media massificanti, anche se, gli stessi media e la comunicazione lo
hanno reso "popolare", interreligioso e astratto dal suo stesso
contesto.
Il
Ricordo
I maggiori documenti dottrinali di Giovanni Paolo II sono l'esortazione
apostolica Catechesi tradendae (1979) e le encicliche Redemptor hominis
(1979), Dives in misericordia (1980), Laborem exercens (1981),
Slavorum
apostoli (1985), Dominum et vivificantem (1986), Redemptoris mater
(1987), Sollicitudo rei socialis (1988), Redemptoris missio (1990),
Centesimus Annus (1991), Veritatis splendor (1993), Evangelium vitae
(1995), Ut unum sint (1995), Fides et Ratio (1998). Al Giubileo
dell'anno 2000 è dedicata la Lettera apostolica Tertio millennio
adveniente (1994). Durante il suo pontificato, inoltre, è stato
pubblicato il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica (1992). Tra le
opere non dottrinali, il libro-intervista Varcare la soglia della
speranza, uscito in contemporanea in tutto il mondo nel 1994, e
l'autobiografico Dono e mistero - Nel cinquantesimo del mio sacerdozio
(1996).
I suoi meriti "laici" sono riconosciuti anche dai critici più severi,
come il giornalista spagnolo Juan Arias, autore di un polemico Giovanni
Paolo II: assolutismo e misericordia: "Si può dire che sia stato il Papa
più laico di questo secolo, nonostante sia al tempo stesso un Papa con
una forte carica mistica. Wojtyla ha contribuito molto a desacralizzare
il papato, anche se paradossalmente ha rafforzato l'immagine del Papa in
quanto tale".
Jas Gawronsky, nel suo libro-intervista Il mondo di Giovanni Paolo II
del 1994, scrive: "Oggi non ci sono più grandi leader, re, imperatori:
nessuno come questo Papa, consapevole di essere l'unico rappresentante
di duemila anni di storia, si eleva come simbolo, come esempio, come
giudice, di una società mondiale in crisi".
Uno dei sostenitori della figura di Giovanni Paolo II è George Weigel,
che ha scritto molto su questo Papa e che lo definisce: "Non solo l'uomo
del secolo, ma il profeta del nuovo millennio". Mentre John Wilkins,
direttore di un settimanale cattolico a Londra ha dichiarato alla
rivista People: "Credo che Giovanni Paolo II sia un grande uomo, ma non
credo che sia un grande Papa".
Robert Moynihan, direttore della rivista Inside the Vatican (dentro il
Vaticano) divide il pontificato di papa Wojtyla in due momenti diversi:
"Nella prima fase il nuovo Papa polacco è stato l'anello di congiuntura
tra le due superpotenze. Il suo cavallo di battaglia sono stati i
diritti umani, il diritto al lavoro e a professare la propria
religione". Dopo il crollo del comunismo: "Il Papa ha combattuto
soprattutto per i diritti umani. E in alcuni casi ha avuto parole aspre
nei confronti dell'America, per esempio, durante la guerra del Golfo".
"Ha cambiato il modo di essere Papa" afferma Padre Thomas Reese,
direttore del giornale America e autore del libro Dentro il Vaticano.
"Era tradizione che il Papa rimanesse in Europa. Ma questo Papa, con i
suoi viaggi e con il rapporto con i media che ha saputo creare, ha
suscitato un'enorme attenzione per il suo ruolo aiutando e incoraggiando
la Chiesa in tutto il mondo".
"Verrà ricordato come il più grande tra i papi dell'epoca moderna", ha
detto il reverendo Billy Graham alla rivista Time: "E' stato la
coscienza dell'intero mondo cristiano".

Di lui Enzo Biagi ha detto in un'intervista: "Il tratto principale del
pontificato di Giovanni Paolo II mi sembrano le grandissime aperture,
che nascono anche dalla sua cultura e dalle sue origini. E' fin ridicolo
dire che è un grande Papa. E' un Papa che ha vissuto il suo tempo e che
ha aperto anche in politica delle strade nuove, pur arrivando dopo
predecessori di grande statura. E' un Papa che ha parlato con i rabbini
e i maomettani".
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