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  L'elezione di un nuovo Papa non è per niente una cosa semplice, anzi, apre una fase delicata e complessa che parte dai i funerali del Pontefice ed arriva al Conclave. Le norme osservate durante il periodo in cui il nuovo Papa viene eletto, sono solennemente decretate da un documento di Papa Paolo VI del 1975, "Romano Pontifico Eligendo", che Papa Giovanni Paolo II ha aggiornato nel 1996 con la costituzione apostolica "Universi Dominici Gregis".

  La storia ci ricorda che diversi sono stati, nel corso dei secoli, i metodi usati per scegliere il successore di Pietro e solo ultimamente si è arrivati al Conclave. I primi papi infatti erano eletti da tutti i membri del clero che vivevano nei pressi di Roma e che potevano quindi facilmente partecipare all'elezione. Nel 1059 papa Niccolò II decretò che il pontefice potesse essere eletto soltanto dai cardinali e nel 1179, Alessandro III stabilì che tutti i voti avessero lo stesso peso. Nel 1274 Gregorio X impose ai cardinali di incontrarsi entro dieci giorni dalla morte del papa e di rimanere in conclave fino alla decisione definitiva. Alla fine del sedicesimo secolo erano in uso la maggior parte delle procedure elettorali usate ai giorni nostri.
  Il termine Conclave deriva dal latino Cum Clavis, cioè un luogo chiuso sotto chiave, dove si riuniscono i cardinali per eleggere il nuovo papa, in segretezza e senza alcuna possibilità di contattare l'esterno.
  Fino al 1500, il Conclave poteva riunirsi anche nella città in cui moriva il pontefice. Poi, con Clemente VII (1529), venne deciso che dovesse necessariamente tenersi in Vaticano. Giovanni Paolo II ha stabilito che se il papa dovesse morire fuori Roma, spetta al Colle
gio dei cardinali disporre tutto il necessario per il trasporto della salma nella basilica di San Pietro e solo successivamente convocare il Conclave in Vaticano. Con la Romano Pontifici Eligendo del 1975, Paolo VI aveva stabilito, invece, che solo l'unanimità del cardinali riuniti nel Conclave poteva decidere di passare alla votazione per maggioranza semplice. Papa Montini, inoltre, fissò a 120 il numero massimo dei cardinali elettori e, con il Motu Proprio Ingravescentem Aetatem, si stabilì che al compimento dell'80° anno di età i cardinali perdessero il diritto di voto, ma non quello di essere eletti. Inoltre con la Universi Dominici Gregis, Giovanni Paolo II ha abolito due dei tre metodi tradizionali di voto. Non è più possibile la nomina per acclamazione unanime da parte del collegio dei cardinali (si ha quando i cardinali elettori, come ispirati dallo Spirito santo, liberamente e spontaneamente proclamino uno, all'unanimità e a viva voce, sommo pontefice) e l'elezione per compromesso, ovvero per circostanze particolari, il Sacro Collegio non può più delegare a un gruppo di grandi Elettori (composto da 9 a 15 cardinali) la decisione di eleggere al posto di tutti, il nuovo Pastore. Oggi per eleggere il papa è necessaria la maggioranza qualificata (due terzi) dei voti espressi da tutti i 120 cardinali. Nel caso che il Conclave si protragga per 30 scrutini in 10 giorni, però, la maggioranza del sacro Collegio può decidere di eleggere il nuovo pontefice a maggioranza semplice (cinquanta voti più uno).

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire chi sono i protagonisti della scelta del nuovo Papa e le procedure di voto: 
  Durante il periodo detto di "Sede Vacante" un cardinale conosciuto come Cardinale Camerlengo (o ciambellano, è il cardinale designato dal Papa che prende possesso dei Palazzi apostolici) ed il Sacro Collegio dei Cardinali (una congregazione composta da tutti i cardinali che arrivano a Roma per prendere le decisioni per gli affari importanti, ma solo quelli che Papa Paolo VI definì "affari ordinari che non possono essere rimandati", infatti non possono correggere o modificare le leggi o gli insegnamenti della Chiesa che sono stati emessi dal Papa mentre era in vita) oltre alle esequie del pontefice defunto, provvedono anche ad eseguire tutte le procedure che precedono le operazio
ni di voto. In particolare decidono quando il corpo del Papa deve essere portato nella Basilica di San Pietro per essere mostrato ai fedeli. Decide anche la data del funerale papale, che deve avvenire entro tre giorni dalla morte e prende accordi per i nove giorni di lutto ufficiale, e sceglie la data di inizio del conclave, che deve cominciare in un periodo compreso tra i 15 e i 20 giorni dalla sepoltura del pontefice.

  Per quanto riguarda la votazione, anch'essa si svolge secondo un ben scandito cerimoniale. Gli elettori scelgono a sorte:

  • i tre membri addetti a raccogliere i voti degli infermi;

  • i tre che si occuperanno della conta dei voti;

  • i tre che visioneranno i risultati.

  Ciascun elettore riceve una scheda bianca, sulla quale esprimere la propria preferenza. Dopo aver scritto il nome del cardinale prescelto, ciascuno dei votanti cammina verso un altare e, giurando di compiere il proprio dovere con onestà, inserisce la scheda nell'urna. Una volta che tutti hanno votato si procede alla conta e allo spoglio dei voti. Al termine di ogni votazione le schede, votate e lette, saranno forate con un ago, "nel punto in cui si trova la parola Eligo (scelgo, eleggo)", legate con un filo e bruciate, insieme ai fogli sui quali i cardinali si segnano i risultati. Il risultato è poi reso noto ai cardinali. Se nessun candidato ottiene più di due terzi dei voti si svolge un'altra votazione. Se ancora non c'è un vincitore altre due votazioni si potranno tenere nel pomeriggio. Fino ad un massimo di quattro votazioni al giorno (due al mattino e due al pomeriggio). Se non c'è stato nessun vincitore una nube scura salirà dal comignolo della Cappella Sistina per annunciare ai fedeli romani, che attendono trepidanti in piazza San Pietro, e al mondo che il Papa non è stato ancora eletto. Nel caso invece si sia finalmente giunti al nome del nuovo Pontefice, la fumata sarà bianca.

  Un tempo si capiva l’esito dell’elezione dalla quantità del fumo: se era andata a vuoto si univa alle schede della paglia. Molto fumo indicava mancata elezione. Per rendere più facile la comprensione dell’andamento del voto, si passò poi alla colorazione del fumo: lo si rendeva nero, anticamente con paglia bagnata, poi con un candelotto nero, se il voto era andato a vuoto, bianco (paglia asciutta, poi candelotto bianco) se il papa era stato eletto.

  Una volta nominato, al neo-eletto viene chiesto se accetta o meno la decisione del Conclave. Se la risposta è affermativa, il presidente gli chiede qual è il nome che ha scelto e lo annuncia agli altri cardinali. Uscito nella Cappella, riceve l'obbedienza dei Cardinali, che sfilano uno ad uno davanti a lui, inginocchiandosi, e baciandogli la mano. Infine il cardinale più anziano dal balcone di piazza San Pietro grida alla folla l'Habemus Papam (abbiamo il Papa). A quel punto il nuovo Pontefice si affaccia e dà la benedizione Urbi et Orbi.