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PIO IX (1846-1878) Il “Papa re”
   Nato nel 1792 a Senigallia, con il nome di Giovanni Maria Mastai Ferretti da Gerolamo, dei Conti Mastai Ferretti e da Caterina Solazzi, del patriziato locale. Nel 1809, si trasferì a Roma, per completare gli studi superiori, ma non era ancora orientato al sacerdozio, nonostante vivesse una vita esemplare. Tre anni più tardi però una malattia non ben diagnosticata, che qualcuno disse epilessia, lo costrinse ad interrompere gli studi e ad essere esonerato dalla chiamata di leva. Nel 1815 fu assunto nella Guardia Nobile Pontificia, ma per il suo male ne fu subito dimesso. Fu allora che S. Vincenzo Pallotti gli presagì il supremo pontificato e la Vergine di Loreto lo liberò, in modo graduale, dalla fastidiosa infermità.
  Questi furono gli anni del suo avvicinamento alla vita ecclesiastica, infatti dopo il suddiaconato nel 1818 e il diaconato nel 1819, fu ordinato sacerdote nell’aprile dello stesso anno. Celebrò la prima Messa nella Chiesa di Sant’Anna dei Falegnami nell’Istituto Tata Giovanni, del quale fu nominato rettore, rimanendovi fin al 1823. Si rivelò subito assiduo alla preghiera, al ministero della Parola, alle sacre funzioni, al confessionale e soprattutto al ministero spicciolo a favore dei più umili e bisognosi. Unì mirabilmente vita attiva e contemplativa, pronto per le necessità pastorali e sociali, ma sempre interiormente raccolto, con spiccata devozione eucaristico-mariana e fedele alla pratica quotidiana della meditazione e dell’esame di coscienza.

  Nel 1823 lasciò l’amato Tata Giovanni per seguire in Cile il Nunzio Apostolico Mons. Giovanni Muzi. Vi si fermò fin al 1825, con piena soddisfazione di quanti furono a contatto con lui. Nel 1825 fu eletto Preside dell’Ospizio di San Michele, un’istituzione grandiosa ma complicata e bisognosa d’una efficace riforma. Ad essa il Mastai attese con esiti più che lusinghieri, senza peraltro mai trascurare i consueti impegni ministeriali. Due anni dopo, a soli 35 anni d’età, fu consacrato Vescovo e destinato all’Arcidiocesi di Spoleto. Accettò per obbedienza e fu un prodigio di zelo pastorale, anche se non senza profonde sofferenze. Nel 1831 la rivoluzione, partita da Parma e Modena, trovò la strada spianata a Spoleto da frodi ed inganni. L’Arcivescovo, addoloratissimo, non volle spargimento di sangue e riparò, per quanto possibile, gli effetti deleteri della violenza. Tornata la calma, dette ed ottenne pace e perdono per tutti, anche per chi ciò non meritava.

  Nel 1832 fu trasferito ad Imola dove continuò con il suo stile di predicatore fecondo e suasivo, pronto alla carità verso ognuno. Era appena quarantottenne quanto, nel 1840, ebbe il cappello cardinalizio. Il 16 giugno 1846 venne eletto Papa come successore di Papa Gregorio XVI. Nei primi anni di pontificato esordì con un atto di generosità e di cristiano sentire: l’amnistia per i reati politici. La sua prima enciclica era una visione programmatica, ma condannava le società segrete, la massoneria, il comunismo. Nel 1847 promulgò un decreto di ampia e sorprendente libertà di stampa, istituì la guardia civica, il municipio ed il consiglio comunale, la consulta di Sato e il Consiglio dei Ministri. Da allora il suo ritmo d’interventi sul duplice piano del Padre di tutti i popoli e di Principe temporale si rivelò davvero inarrestabile. Il 24 novembre 1848, la rivolta che portò alla costituzione della Repubblica Romana (febbraio 1849)lo costrinse a rifugiarsi a Gaeta.

  Nell'aprile del 1850 fece ritorno a Roma, grazie alla protezione delle truppe francesi di Napoleone III, riordinò il Consiglio di Stato, istituì la Consulta per le Finanze, elargì una nuova amnistia, ristabilì la gerarchia cattolica in Inghilterra ed altrettanto fece, tre anni dopo, in Olanda. Nel 1853 condannò le dottrine gallicane e fondò il noto Seminario Pio. Poco dopo volse la sua liberalità alle Catacombe, nominò la Commissione d’Archeologia Cristiana e, nel febbraio 1854, definì il dogma dell’Immacolata Concezione. L’anno si chiuse con la benedizione della rinata Basilica di San Paolo, già distrutta dall’incendio del 1823.

  Durante il risorgimento, Roma venne risparmiata dalla campagna del 1860 di Vittorio Emanuele II, ma nel 1870, alla caduta di Napoleone III, le truppe del Regno d’Italia entrarono a Roma e il Papa si ritirò nel Vaticano rifiutando di riconoscere il nuovo Stato. Questo Stato durò fino ai Patti Lateranensi del 1929. Nel 1869 convocò il Primo Concilio Vaticano, che come principale risultato enunciò il principio dell’infallibilità del Papa. Capitolo ancora controverso della sua vita è il suo rapporto con la religione ebraica e gli ebrei.

  Minato nella salute, tenne il suo ultimo discorso ai parroci dell’Urbe il 2 febbraio 1878. Il 7 ebbe fine, con la sua pia morte, il suo pontificato di 32 anni che rimane il più lungo della storia della Chiesa. Il suo processo di beatificazione ebbe inizio l’11 febbraio 1907. Fu proclamato beato nel settembre 2000.