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BENEDETTO XV
(1914-1922) Succeduto il 3 settembre 1914 a Pio X con il nome di Benedetto XV, mentre stava iniziando la tragedia della prima guerra mondiale, nel corso degli anni del conflitto fu esposto alle pressioni di tutti i belligeranti che pretendevano da lui una condanna dei rispettivi avversari. Permanevano difficile i rapporti con l'Italia a causa della irrisolta questione romana e di conseguenza all'isolamento della Santa Sede. Tuttavia egli cooperò ad alleviare le miserie della guerra da lui definita “inutile strage”, tentando con proposte di pace (come quella del 1° agosto 1917, mentre l'Austria stava preparando la grande offensiva che causò poche settimane dopo Caporetto) di troncare le ostilità, salvare l'Europa, ritornare allo stato quo. Riusciti vani i suoi sforzi, nonostante la sincerità dei suoi intenti, Benedetto XV fu, soprattutto in Italia, avversato in taluni ambienti nazionalisti. Dopo la guerra e in base al patto di Londra, l'Italia si oppose a che egli avesse un rappresentante alla Società delle Nazioni. Sul piano
diplomatico, la guerra e il dopoguerra portarono un certo raffreddamento
nelle relazioni tra la Santa Sede e alcune nazioni europee (Gran
Bretagna, Paesi Bassi, Francia). Nuove relazioni, invece, furono
stabilite con gli Stati appena sorti nell'Europa centro-orientale
(Ungheria, Cecoslovacchia, Iugoslavia). Durante questo periodo si
avvalse di collaboratori quali Achille Ratti (il futuro Pio XI) inviato
in Polonia e Lituania come visitatore apostolico, e Eugenio Pacelli (il
futuro papa Pio XII) inviato in Germania
nel 1920 come nunzio apostolico. |