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SANTO PIO X
(1903-1914)
Giuseppe Melchiorre Sarto nacque a Riese (Treviso) il
2 giugno 1835 ricevendo un'educazione cattolica che raffinerà nel tempo
fino a quando il 18 settembre del 1858 fu ordinato sacerdote a
Castelfranco e cappellano di Tombolo. Nel 1867 fu parroco a Salzano,
mentre otto anni più tardi fu nominato canonico del capitolo di Treviso.
Nel 1884 fu proclamato vescovo di Mantova e nel 1893, cardinale a
patriarca di Venezia. Dieci anni dopo, il 4 agosto del 1903 eletto Papa
col nome di Pio X.
La sua nomina non
fu affatto facile infatti, a seguito della morte di papa
Leone XIII il 19 luglio del 1903, fra i
sessanta (su 62) cardinali che componevano il
Conclave, colui che aveva maggior
probabilità di essere eletto era il sessantenne Mariano Rampolla del
Tindaro, siciliano di Polizzi, di famiglia borbonica, nemico
accanito di Francesco Crispi e ispiratore della politica
francofila della Santa Sede. Rampolla infatti già al primo scrutinio
ebbe la metà dei voti dei cardinali; ma la mattina del 2 agosto il
cardinale Giovanni Puzyna, vescovo di Cracovia, in nome dell'imperatore
Francesco Giuseppe, pronunciò il veto contro Rampolla, che si alzò a
protestare vivamente contro la violenza che si voleva esercitare sul
Conclave. La protesta tuttavia fu inutile in quanto con cinquanta voti,
come dicevamo prima, fu eletto Papa il patriarca di Venezia Giuseppe
Melchiorre Sarto che prese il nome di Pio X.
Pio X mostrò subito di essere il contrapposto del suo predecessore,
ovvero umile, schietto, buono, estraneo alla politica e tutto inteso "a
ristorare ogni cosa in Cristo", come disse nella sua prima enciclica del
4 ottobre 1903, la "motu propri" resa poi nota il 18 dicembre.
Diciannove punti che riguardano l'"Ordinamento fondamentale dell'azione
popolare cristiana", con la quale si propone di riportare ordine e
concordia nel movimento dei cattolici lacerato da contrasti interni.
Soprattutto dopo il XIX congresso cattolico del 10-13 novembre, che si
era svolto a Bologna; dove il nuovo presidente Grosoli invano aveva
cercato di mediare i contrasti tra gli intransigenti e i democratici
cristiani, quest'ultimi inclini ad avviare una partecipazione attiva
alla vita politica italiana; Grosoli riuscirà a farsi attribuire la
facoltà di sciogliere i comitati locali non attivi sul piano sociale, ma
non bastò per porre termine ai dissidi dentro l'Opera dei Congressi.
Il 28 luglio del 1904, Pio X, vista l'impossibilità di conciliare le due
fazioni, con una lettera a tutti i vescovi, sciolse l'Opera e, tutte le
organizzazioni regionali, diocesane e locali, furono poste alle dirette
dipendenze dei vescovi.
Fin dal primo atto del suo pontificato (l'enciclica ricordata sopra) Pio
X volle dichiarare la natura esclusivamente religiosa del suo programma,
sintetizzato nella frase "instaurare omnia in Cristo", programma cui il
papa tenne fede, anche se non sempre poté ignorare i gravi problemi
politici che travagliavano l'Italia e l'Europa, lasciati in sospeso dai
suoi predecessori (Pio IX e
Leone XIII). Li affrontò ma senza
inasprire la già delicata situazione. Egli concentrò la sua attenzione
particolarmente all'interno della Chiesa, dove si rivelavano fermenti
innovatori che minacciavano la purezza della dottrina cattolica. La sua
lotta più intransigente si svolse contro il movimento modernista, che
investiva direttamente la filosofia, la teologia, l'interpretazione
biblica, con vasti riflessi anche politici e sociologici; movimento che
egli condannò dapprima con il decreto "Lamentabili", del 1907, e che
colpì a brevissima distanza con l'enciclica
La repressione,
in campo dottrinale, fu severissima; ma fu anche positivamente
affiancata da una serie di riforme destinate a rendere più moderna e più
viva l'organizzazione della Chiesa. Al fine di evitare ogni compromesso
tra religione e politica, decretò decaduto ogni diritto di veto da parte
di qualsiasi Stato nei confronti delle elezioni del pontefice e
intervenne drasticamente contro quei cattolici che si esponevano al
rischio di trascinare la religione sul terreno delle lotte politiche e
sociali (era il periodo di Murri che affiancato da Don Luigi Sturzo,
prima -insieme- fondarono nel 1900 il Partito della Democrazia
Cristiana, poi il secondo - caduto in disgrazia il primo- andrà a
fondare il Partito Popolare, nel 1919, quando ormai Pio X era morto da
circa cinque anni). Tuttavia, mentre frenava con intransigenza
deviazioni ed errori, si preoccupava di preparare il laicato cattolico a
intervenire nella lotta sociale e politica e mitigava il rigore del non
Expedit (il decreto che proibiva ai cattolici di partecipare alla vita
politica nazionale) preparando così il terreno alla formazione del
Partito Popolare Italiano. La sua opera però non fu mai di natura
politica, ma solo o prevalentemente di natura religiosa preoccupandosi
soprattutto di mantenere la purezza della dottrina e di riparare alla
crescente cristianizzazione del mondo.
Morì il 20 agosto
del 1914, agli inizi della Prima Guerra Mondiale.
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