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LEONE I “Magno”
di Tuscia (440-461)
Nato a Volterra in terra di Tuscia , fu eletto papa per volontà del
clero e del popolo il 29 settembre 440. Il suo pontificato fu
sicuramente uno dei più sentiti, e Leone venne ricordato come "Magnum",
"Il Grande" e il Coraggioso. Il "trono" pontificale di Leone I
riuscì per buona parte a sostituirsi a quello imperiale di Valentiniano
III, imponendo reprimende ai trasgressori delle tesi teologali,
sconfessando quasi tutte le teorie eretiche e riuscendo a farsi
assegnare compiti d'ambasciata e quindi statali, dalla stessa
imperatrice-madre Placidia. La vicenda che fece diventare "Magnum"
Leone I viene fatta risalire al fatto di aver temporaneamente bloccato
l'invasione "barbarica" degli Unni. Riuscì infatti a far desistere dalle
sue intenzioni il terribile re Attila. A Roma però si dovette
confrontare con l’assalto dei Vandali, dai quali riuscì ad ottenere solo
che risparmiassero tre basiliche: San Pietro, San Paolo e San Giovanni
in Laterano. L'importanza del pontificato di Leone giace nelle sue
asserzioni di un episcopato universale del vescovo romano, che trapelano
dalle sue lettere, e ancor di più dalle sue noventasei orazioni. Secondo
quanto dice, la Chiesa è costruita su Pietro. Attraverso la sede di
Pietro, Roma è diventata la capitale del mondo in un senso più ampio di
prima. Per questo motivo, quando la Terra venne divisa tra gli apostoli,
Roma venne riservata a Pietro, poiché qui, nel vero centro, il trionfo
decisivo sarebbe stato ottenuto sulla saggezza terrena della filosofia e
sul potere dei demoni; e quindi dalla testa, la luce della verità, si
sarebbe diffusa a tutto il corpo. Leone I morì il 10 novembre del 461.
Le sue spoglie furono deposte nel sagrato dell'antica basilica di San
Pietro. Dopo l'erezione della nuova basilica le spoglie furono traslate
sotto l'altare.
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