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GIULIO I - romano (337-352)
   Come per la maggior parte dei primi papi, anche per Giulio I le informazioni a nostra disposizione relative alla sua vita e al suo operato prima del pontificato, sono poche. Nato a Roma, fu consacrato papa il 6 febbraio del 337; dopo soli pochi mesi morì l'imperatore Costantino (22 maggio 337) e questa forse fu l'opportunità che agevolò il suo pontificato rendendo indipendente la cristianità del tempo delle soppressioni del potere temporale. Ma fu altrettanto vero che il carattere di Giulio I innescò l'invadenza religiosa di corrente contraria, nei confronti di uno stato sempre più debole ed avviluppato in se stesso. Come sempre accade quando alla regola subentra subentra la volontà di dissolvere la stessa.
  Alla morte dell'imperatore, i figli Costantino II Treviri e Costanzo si spartirono l'Impero Romano in due parti: quello Occidentale e quello Orientale. Ciò che non era riuscito ai tanti nemici di Roma in secoli di storia, si ebbe in poco tempo su questioni di interesse interfamigliare.

  Dal punto di vista religioso, la teoria di "Ario" si contrappose come un'equazione matematica a Giulio I in Roma: "Ario stava all'oriente, attraverso il vescovo Gregorio di Cappadocia e quindi all'imperatore Costanzo, così come Giulio I in Roma stava all'occidente, attraverso l'imperatore Costantino II Treviri e le sue armate cristiane".

  Si presuppone che durante il pontificato di Giulio I il "diritto romano", fondato su tre princìpi fondamentali:

  • Honeste vivaère

  • Alterum non laedère

  • Uniquìquem suum tribuère

si sia notevolmente complicato con l'introduzione dei "Dieci Comandamenti" di origine ebraica e quindi con norme etico-morali che nulla avevano a che vedere con la sopravvivenza del culto in sè stesso. Tanto è vero che i "concili ecumenici" si susseguirono in maniera vorticosa: a Roma nel 340, ad Antiochia nel 341 e nel 343 a Sardica (l'odierna Sofìa - Bulgaria). Durante questo ultimo concilio comunque, i cristiani arrivarono ad un comune modo di intendere ovvero: regole univoche per celebrare i propri riti religiosi.

  Le trame imperiali, avvalendosi di opposte interpretazioni canoniche e bibliche, pur di mantenere il potere riuscirono, nel frattempo, a spaccare l'impero in due tronconi ben definiti. Nel 353 Costanzo rimase sovrano assoluto dopo che il fratello fu ucciso all'interno di una chiesa, da sicari prezzolati in un tentativo di usurpazione da parte di Magnenzio.

  Giulio I morì il 12 aprile del 352 e fu sepolto nel cimitero di Calepodio, ove era riuscito ad erigere una chiesa. Le sue spoglie, successivamente traslate da Papa Giulio II, dovrebbero trovarsi nella basilica di Santa Maria in Transtevere. Anche questa figura pontificale si distinse più per la lotta alle eresie, con l'appoggio delle legioni imperiali, che non per meriti "cristiani".