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DAMASO I - spagnolo (366-384) Santo
  Damaso fu eletto dal popolo e soprattutto dalle "matrone" romane il 1° ottobre del 366, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, alla presenza del vescovo di Ostia. Di nobile famiglia Iberica, imparentata con la gens romana non ebbe molte difficoltà a far breccia nei cuori della gente, nonostante fosse stato schierato con Felice II l'ariano.
  In contrapposizione 7 preti e 3 diaconi deliberarono la consacrazione a pontefice di Ursino, diacono popolano romano, nella basilica di Santa Maria in Transtevere, facendolo benedire dal vescovo Paolo di Tivoli. Damaso, forte delle sue introduzione si scagliò contro gli "eretici" confortato da truppe imperiali. Sulla scena rimase solo la morte, con 137 vittime (un'enormità per l'epoca). Ursino riuscito a sfuggire alla persecuzione fu condannato all' esilio, tentò più volte il rientro ma non fu mai più riammesso.

  Con Damasco vi fu una totale decadenza dei costumi e della morale, portando la chiesa cattolica sul terreno del potere anziché quello della spiritualità e della carità, così come intesa dal "Redentore".

  Con il concilio di Roma del 382 il pontefice proclamò: "la Santa Chiesa di Roma ha la precedenza su tutte, non grazie alla deliberazione di questo o quel concilio ma perchè, il primato le fu conferito da nostro Signore e Salvatore". Ma le prediche venivano tenute per la maggior parte dalla casa della patrizia Marcella sull'Aventino, piuttosto che dalle cattedrali o chiese.

  A Damaso si deve comunque un'opera di grande fervore artistico e mecenatico. Con Lui, San Girolamo riusci a "revisionare" i Vangeli trasponendoli in latino.

  Il pontefice morì il giorno 11 dicembre del 384 e rimase ignota la sua sepoltura.