(prima parte) - (seconda parte)

Il più famoso gruppo di hackers italiani era il DTE 222, con base a Milano, poi vi era quello di Roma, e in entrambi, gli esponenti erano e sono dei famosi professionisti informatici. In ogni modo la crema degli smanettoni italiani si incontrava su ALTOS, un sistema Unix situato a Monaco di Baviera, era il primo sistema telematico a consentire un vero e proprio chat in tempo reale fra le persone ad esso collegate. C'era anche chi giocava col fuoco e tentava realmente di penetrare nei computer militari americani o in quelli di grosse aziende d'oltre oceano. Pochi ci sono riusciti davvero, e qualcuno ha anche pagato per averlo fatto,ma nelle leggende metropolitane circolavano voci di accessi tanto fantastici quanto improbabili.

Verso la fine degli anni 80, furono invitati ad una trasmissione televisiva della Rai (Esplorando), alcuni esponenti di entrambi i club italiani di smanettoni, era il periodo in cui veniva proiettato al cinema "Wargames", cui sarebbe seguito un breve dibattito e poi una sessione d'hackeraggio in diretta: gli hacker milanesi e romani avrebbero cercato di penetrare in diretta il computer del Pentagono ma il tutto serviva a fare capire ai ragazzini che non era facile come il film lasciava intendere o addirittura poteva essere impossibile. Parallelamente alle BBS pirata, cominciarono a svilupparsi altre realtà, le comunità più numerose si svilupparono attorno a due BBS romane: MC - LINCK e AGORA e una milanese, GALACTICA, la prima a offrire un accesso a Internet full-time a sole "£.200.000". Mentre tutto ciò accadeva a Roma, il resto della nazione, che non poteva permettersi queste "cifre", trovarono una soluzione col FidoNet. Il concetto di matrix e' nato nel 1983 per mano di Tom Jennings e il suo programma Fido. La matrix permetteva alle normali BBS di scambiarsi posta elettronica con chiamate telefoniche. FidoNet , funzionava con un meccanismo a staffetta per cui il computer chiamava quello più vicino trasferendo i File indicizzandoli verso i destinatari secondo una struttura tecnicamente gerarchica che ottimizzava i costi delle telefonate e permetteva di recapitare i dati in tempi veloci. Inoltre, le risorse tecniche richieste dal Fido erano modeste; una linea telefonica, un modem a 300 baud e un 286 con un mega RAM.

A dire il vero si usava anche ITAPAC, anche perché nel 1991 la Sip aveva rilasciato una NUI ( Network User Identifier), che permetteva a chiunque di utilizzare il servizio gratis. Molte furono le NUI che circolarono attraverso le BBS pirata, molte prese dalle ditte che usavano ITAPAC, alcune trovate mediante scanning con il telix. Fatto sta che usandole si poteva aggirarsi indisturbati nella rete a spese di altri. Un gruppo di smanettoni da vita a Cybernet, dove la parola d'ordine per entrare nell'area era INFORMATION WANTS TO BE FREE, l'informazione vuole essere libera. Lo smanettone cresce e si ritrova all'università, e può avere libero accesso all'Arpanet che non era solo un iniziativa militare, infatti, l'Arpa fu costituita da Eisenhower, ma non come dice la leggenda dal timore di una " guerra nucleare ", ma nacque a causa della gara spaziale iniziata con i russi dopo che vinsero con il lancio dello Sputnik, poco dopo i progetti spaziali furono restituiti alla NASA e lo sviluppo di Arpa prese strade diverse.

L'11 marzo 1988 il MURST istituisce con un Decreto Ministeriale una Commissione denominata GARR (Gruppo per l'Armonizzazione delle Reti di Ricerca). Il Garr sarà importante perché sarà stato il primo ordine storico che ha portato Internet in Italia. Verso la fine del 1990, giunsero in Italia, dei floppy, che ufficialmente contenevano informazioni sull' AIDS, mentre in realtà ospitavano virus che dopo 90 accensioni del computer ne provocavano il blocco. L'esito delle indagini compiute in Italia fu il sequestro di 82 dischetti in 78 banche e l'arresto dell'hacker americano Joseph Lois Popp, condannato nel 1993 per tentata estorsione continuata.

Tra le sue vittime vi fu l'Università di Bologna, che per non aver il backup dei lavori perse 10 anni di dati.

~ Il virus Worm ~ IL giorno più triste nella storia di internet è certamente il 2 novembre 1988.Ma quella stessa data fu anche il giorno più glorioso di internet. All'incirca alle 18 (ora della costa atlantica degli Stati Uniti), uno studente della Cornell University lanciò un programma di attacco alla rete,il primo virus di una certa importanza che abbia mai raggiunto internet. Quasi immediatamente il virus invase quasi tutto il paese. Dai Lincon Laboratories al National Supercomputing Center, dalla Boston University alla University of California di San Diego. Entro un ora il virus aveva reso inutilizzabili molti dei principali centri di ricerca nazionali ed internazionali. Quasi immediatamente si attivò un gruppo di volontari chiamatosi VirusNet e i suoi membri lavorarono contro il tempo per fermare il virus. I membri del VirusNet si tenevano in contatto utilizzando le linee telefoniche e le porte di rete che il virus non aveva mai bloccato. A Boston un programmatore scoprì nel virus un bug che i programmatori potevano impiegare per sconfiggere il virus.

A Chicago un altro programmatore scopri che il virus si insidiava nei sistemi UNIX utilizzando un frammento particolarmente vulnerabile del codice del computer. Immediatamente venne trovato un modo per rendere meno vulnerabile il codice. Entro ventiquattro ore, questi sforzi combinati bloccarono il virus. Questo virus fu un'importante novità, non solo per le università e per le agenzie governative connesse ad internet ma anche per il settore commerciale, sempre più interessato ad internet. Il problema dei virus per computer era noto anche in precedenza , ma in generale si trattava di singole macchine aggredite da un dischetto infetto. Nel caso peggiore poteva capitare che una singola macchina fosse attaccata da un virus e questo richiedeva la formattazione di un singolo disco fisso.Al contrario il Worm era il primo virus dedicato alla rete, in grado, potenzialmente, di rendere inutilizzabile la maggior parte dei sistemi UNIX installati in tutto il mondo. Inoltre il metodo utilizzato dal virus per autoreplicarsi gli consentiva di attaccare installazioni NOVELL (l'unico altro concorrente di UNIX a quel tempo) utilizzando solo lievi modifiche al codice del programma. Quando il virus entrava in un computer, il sistema creava il processo per l'esecuzione del virus.

L'esecuzione del virus era costituita in due parti. Innanzi tutto il virus ricercava una connessine di rete esterna .SE la trovava inviava una copia di se stesso a un altro computer. Quindi il virus si replicava creando un processo che era una copia esatta del processo originale. Robert T. Morris, lo studente della Cornell University che aveva programmato il virus ricevette tre anni di diffida,400 ore di servizio alla comunità e una multa di 10.000 dollari. Morris creò il Worm spinto dalla curiosità, però si penti quasi Immediatamente. Infatti lo studente chiese ad un amico di inviargli una soluzione per uccidere il virus tramite BBS. Sfortunatamente il virus bloccò la BBS. Il vero obbiettivo di Morris era quello di provare la vulnerabilità della rete.Questo primo virus, infatti,mise in guardia i gestori di reti di computer e in particolare le reti connesse ad internet. "L'Hacker è quel tipo d'uomo che nella vita ha un compito, un fine, un ideale da realizzare con uno sforzo positivo, magari rimuovendo gli ostacoli che la società, la cultura e le tradizioni gli impongono. Se tutti riuscissimo ad essere un po' Hacker, arriveremo alla conclusione che il vero vantaggio che la nostra intelligenza ci offre, è quello della conoscenza. Non lasciamo che il lavoro compiuto negli anni dagli Hacker vada perduto, non permettiamo a quei giornalisti e scrittori che li hanno definiti teppisti, di rovinare la loro reputazione".

Ritorna alla pagina precedente