![]() |
![]() |
![]()
![]()
(prima
parte) - (seconda parte)
A
differenza dell' America, in Italia la cultura hacker passa per canali molto
diversi. Infatti, dalle nostre parti i primi hacker comparvero trent'anni dopo
con l'arrivo dei primi computer giocattolo come il Commodore 64 e lo Zx Spectrum.
Sorsero i primi sgabuzzini che vendevano computer e programmi, erano simili a
circoli dove si riunivano ragazzi per scambiarsi giochi, materiali di ogni tipo,
duplicare software ecc. Con la crescita del mercato comincia però a porsi la
necessità per le software house straniere, di salvaguardare i propri interessi
commerciali, la duplicazione si profilava già infatti come grossa fonte di
perdita economica. Comincia cosi' una specie di gioco a guardie e ladri. Oggi
gli eredi di quell'ingenua generazione usurpano il ruolo dell' hacker,
scimmiottando in giro per la rete, oscurando con le loro malefatte i meriti dei
loro predecessori.
Il problema principale dell' hacker italiano e' sempre stato quello di dover
imparare tutto da solo, infatti, a differenza degli americani che avevano le
loro università e i loro manuali tecnici, gli italiani erano dei veri ignoranti
in materia e dovevano sperimentare tutto di sana pianta. Ma finalmente, verso la
fine degli anni 70,anche da noi iniziano a circolare manuali tecnici con gli
schemi delle porte per interfacciare altre macchine all'home computer, kit di
assemblaggio per schede di interfaccia, compilatori Assembler per poter
programmare in un linguaggio a basso livello ma veloce e potente. La conoscenza
del linguaggio macchina si rese necessaria perché, per crackare un gioco,
bisognava addentrarsi nei codici esadecimali e nei comandi diretti del
processore. Nel giro di pochi anni, ma sempre in clamoroso ritardo, fioriscono
scuole private di programmazione e uno di perito informatico. Fu allora che la
generazione degli hacker si avvio' verso queste scuole piena di speranze, spesso
però delusa per la scarsezza delle attrezzature e per l'utilizzo di linguaggi
di programmazione ancora al tempo della pietra.
E così gli smanettoni sono costretti a continuare a fare da soli, a scambiarsi
informazioni per vie più o meno ufficiali, oppure passando nottate intere su
manuali scritti in inglese e reperiti chissà dove, perdendo così tantissimo
tempo prezioso per lo sviluppo dell'informatica italiana. Con l'arrivo dei primi
accoppiatori telefonici Apple II e con i modem auto costruiti, gli smanettoni
realizzano uno dei sogni più assurdi che all'epoca la loro fantasia potesse
concepire : " viaggiare con il computer", ma ovviamente non si
trattava di internet. Dopo una sperimentazione di circa 4 anni nasce in Italia,
nel 1986, il Videotel. Fin da subito la vita di questo servizio si profilò
molto difficile per la mancanza di clientela disposta ad aderire a causa degli
altissimi costi della Sip (ex Telecom Italia). E proprio per i prezzi delle
telefonate che i nostri hacker incominciarono a cercare modi per non pagare il
Videotel. Risalirono al computer Sip, impararono tecniche per uscire da Videotel
verso altre reti ecc.. C'erano tantissime password di servizio Sip e tante ne
furono assegnate a comuni, u.s.l., enti vari, e molto facilmente divennero di
dominio pubblico. Queste password, specie quelle del servizio Sip e dei comuni,
erano veramente tante e per molto tempo furono le preferite dagli hacker del
Videotel.
Nello stesso tempo, bisogna però specificare, che gli hacker non amavano
approfittare dei poveri utenti privati, avevano qualcosa di idealistico e
romantico, quindi preferivano addebitare il costo delle loro telefonate a
qualche mega industria alla quale non mancavano certo i soldi. Alcuni smanettoni
più avventati iniziarono a fare telefonate a ditte private, spacciandosi per
tecnici Sip e chiedendo agli sprovveduti il Pin e la password di accesso per
effettuare dei controlli;molti utenti ci cascarono e diedero spontaneamente la
chiave per entrare gratuitamente nel servizio.
Naturalmente, la vittima dopo un po' si rendeva conto del raggiro, ma ormai era
troppo tardi, l'hacker aveva già utilizzato il suo account per fare i propri
comodi. Negli anni 80, con l'avvento dei modem, molti cercarono di raggiungere
le BBS americane pagando il meno possibile. Giochi, sistemi operativi, erano
disponibili nelle BBS, proprio per questo quella fu un epoca di grandi scambi di
softwar, trasformando le BBS pirata in veri e propri negozi on line. Questo e'
l'approccio al contrabbando informatico italiano, e anche se c'era chi le usava
per scopi puliti questo modo di fare infangò la reputazione degli italiani che
furono accusati dagli americani di mancanza di ideologia e mossi solo da scopi
economici. Fra la fine del 1985 e i primi del 1986, la telematica sbarcò anche
in Italia. A quei tempi i modem erano oggetti complicatissimi e costosi, tant'è
vero che gli hacker se li auto costruivano, come facevano i primi radio amatori
con i loro baracchini.
Gli hacker di quell' epoca erano comunque dei bonaccioni, difficilmente si
facevano coinvolgere in episodi di pirateria e vandalismo. C'era un codice
d'onore tra gli hacker, la rete doveva essere esplorata senza fare danni.
Nacquero dei club, comunità virtuali in cui si scambiavano password di accesso
e notizie tecniche e ovviamente si gloriavano delle rispettive conquiste.