
I Microprocessori
(a cura del Dott. Greg)
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Come viene realizzato il microprocessore che si trova all'interno del vostro computer.
Prima di iniziare questo discorso, è utile sapere che i microprocessori sono realizzati con un processo di incisione litografica (ovvero un procedimento di stampa con una matrice piana costituita con una piastra di pietra, di zinco o di alluminio, sulla quale è direttamente eseguito il disegno da stampare). Questa è la ragione per cui è possibile inserire più di 20 strati sovrapposti contenenti milioni di transistor. Un transistor è in effetti una sorta di interruttore a due posizioni: acceso o spento.
Molti avranno sentito parlare di "chip di silicio". Ebbene, un microprocessore è un tipo di chip di silicio. All'interno del microprocessore si trova un quadratino di silicio, chiamato "die", costituito da milioni di piccoli interruttori chiamati transistor. Questi transistor sono disposti in uno schema speciale, dal quale deriva il termine "circuito integrato". Il die è talmente piccolo che può essere facilmente tenuto sulla punta di un dito. Eppure, su questo quadratino sono disposti circa 5 milioni di transistor. L'aspetto più interessante di tutto questo è che il quadratino è fatto di silicio, lo stesso materiale di cui è fatta la sabbia, con la differenza che il silicio utilizzato per produrre i microprocessori è più puro.
Perché si utilizza il silicio?
Il silicio si utilizza, perché è un semiconduttore (cioè conduce elettricità) con particolari caratteristiche. Le società produttrici di microprocessori comprano un "lingotto" di silicio (viene chiamato così, un blocco di metallo di forma cilindrica lungo circa un metro), lo tagliano in sottilissime fettine e, quest'ultime, al termine di lunghi processi di raffinazione, vengono incise secondo la tecnica litografica. A questo punto sono pronte per essere sovrapposte e creare un microprocessore. La produzione di ciascun microprocessore richiede circa tre mesi.
Non è semplice costruire un microprocessore: primo per la sua complessità di realizzazione, poi per l'alto costo degli strumenti utilizzati e per la pulizia che bisogna tenere nelle fabbriche che lo producono. Tenete presente che un minuscolo granello di polvere potrebbe provocare il malfunzionamento del prodotto. Perciò i tecnici che lavorano in queste fabbriche (chiamati "BunnyPeople" ) indossano una tuta speciale chiamata "BunnySuit" simile ad una tuta spaziale, capace di tenere, il più lontano possibile, la polvere dai macchinari di produzione .
Evitate che si surriscaldi: le temperature eccessive sono i suoi nemici
peggiori. Ecco qualche utility per fronteggiare eventuali emergenze...
Avete mai toccato la superficie della Cpu di un computer in funzione
magari di un Pentium o di un Athlon? Oggigiorno, tende a diventare
talmente calda che potrebbe strapparvi la pelle dai polpastrelli.
Fortunatamente, non e' cosi' facile toccare la superficie di un'unita' di
elaborazione centrale (Cpu, Central Processing Unit) in funzione: quasi
tutte le Cpu sono coperte da un blocco composto da dissipatore e
ventilatore, che aiuta a disperdere il calore emanato dal processore
nell'aria all'interno dell'involucro del computer, da cui poi viene
estratta grazie a uno o piu' ventilatori aggiuntivi.
In effetti, il calore e' nemico della Cpu: piu' questa viene raffreddata,
piu' sara' stabile e duratura. A temperature eccessivamente alte, potrebbe
manifestare un comportamento irregolare o addirittura bloccarsi; con un
po' di fortuna, in tal caso potrebbe riprendere il suo normale
funzionamento una volta che si e' raffreddata. Tuttavia, un solo picco di
temperatura o dei periodi prolungati e frequenti di funzionamento oltre
le specifiche termiche possono danneggiare la Cpu definitivamente.
In passato il controllo termico nei personal computer - e soprattutto
nelle Cpu - era tutt'altro che una scienza esatta e ammetteva un'ampia
gamma di soluzioni approssimative. I primi Pc, per esempio, erano dotati
di un ventilatore posizionato nel blocco alimentatore, che controllava
il raffreddamento di tutto il sistema. Ma con l'evoluzione tecnologica
delle Cpu, veniva convogliata una quantita' di energia sempre crescente
attraverso conduttori sempre piu' sottili e a frequenze di clock sempre
maggiori; percio', in assenza di opportuni dissipatori e ventilatori,
oggi la maggior parte delle Cpu si brucerebbe subito.
Ecco perche' molti modelli di desktop attuali, al loro interno, appaiono
come gallerie del vento in miniatura: piu' un computer e' potente e
sofisticato, piu' ventilatori avra'. Il Pc da 1.2 GHz che stiamo
utilizzando, per esempio, dispone di ben cinque ventilatori che lavorano
incessantemente: uno di grosse dimensioni che raffredda l'interno dell'involucro nel suo complesso, uno piu' piccolo per la ventilazione
dell'alimentatore (e, in minor misura, anche dell'interno della macchina
in generale), uno di media grandezza che immette aria nell'enorme
dissipatore della Cpu e infine un paio di piccoli
scambiatori/ventilatori montati su altri chip - uno per il processore
della scheda grafica e un altro per il chip principale della scheda
madre.
In questa sede si parlera' essenzialmente dei desktop, ma anche i laptop
possono surriscaldarsi, anche se di solito non tanto quanto le normali
unita' desktop. Cio' dipende dal fatto che i portatili si servono di
speciali componenti a bassa tensione e di tecnologie per il risparmio
energetico, oltre che dalle velocita' di elaborazione generalmente
inferiori a quelle di un modello desktop di alta gamma. Per molti laptop
sono sufficienti piccoli ventilatori, o non sono necessari neppure
questi (come avviene anche per particolari modelli di desktop). Uno dei
sistemi piu' comunemente adottati nei laptop consiste nel dissipare
calore attraverso il contenitore stesso, usando il rivestimento di
metallo come scambiatore - spesso a discapito dei poveri utenti che, nei
viaggi lunghi, si ritrovano a dover sopportare il calore che fuoriesce
dal fondo del loro portatile.
Vediamo la storia dei microprocessori
1971:
microprocessore 4004
Il
processore 4004 è il primo microprocessore di Intel. Questa invenzione
straordinaria alimentava la calcolatrice Busicom e ha aperto la strada
all'integrazione di intelligenza in oggetti inanimati oltre che al personal
computer.
1972:
microprocessore 8008
Il
processore 8008 aveva il doppio della potenza del processore 4004. Secondo la
rivista Radio Electronics, un hobbista di informatica, Don Lancaster, utilizzò
il processore 8008 per creare un predecessore del primo personal computer, un
dispositivo che Radio Electronics soprannominò "macchina per scrivere con
TV". Veniva utilizzato come terminale muto.
1974:
microprocessore 8080
Il
processore 8080 diventò il cervello del primo personal computer, l'Altair, che
pare fosse il nome di una destinazione della navicella spaziale Enterprise nel
telefilm Star Trek. Gli hobbisti di informatica potevano acquistare un kit per
l'Altair al prezzo di 395 dollari. In pochi mesi, ne furono vendute decine di
migliaia, dando luogo ai primi arretrati di ordinativi di PC nella storia.
1978:
microprocessore 8086-8088
Nel
1978-79, nacque dai laboratori della Intel l'8086, costruito con circa 29.000
transistor alimentati a 5 volt. Il primo esemplare prodotto funzionava ad una
frequenza di 4.77 Mhz, ma in seguito ne vennero prodotti anche a 8 e 10 Mhz. I
computer che utilizzavano questi processori vennero denominati XT e furono
prodotti dalla IBM entrando in commercio nel 1981. Intorno a quell'anno,
uscì una nuova versione, a costo ridotto, del gemello 8086:l'8088. Grazie
ad una vendita importante e alla nuova divisione di personal computer di IBM, il
processore 8088 però diventò il cervello del nuovo prodotto di punta di questa
società, l'IBM PC. Il successo del processore 8088 comportò l'inserimento di
Intel nelle classifiche di Fortune 500, e la rivista Fortune definì questa
società uno dei trionfi aziendali degli anni settanta.
1982:
microprocessore 286
Il
processore 286, noto anche come 80286, è stato il primo processore Intel e AMD
(insieme) che
consentiva di eseguire tutto il software scritto per il suo predecessore.
Funzionante interamente a 16 bit, integrava
135.000 transistor a 5 volt (chiusi in piccolo contenitore quadrato a 68
piedini) e rappresentava un salto tecnologico rilevante rispetto agli XT: dà
inizio, infatti, alla storia dei computer denominati AT (Advanced Tecnology).
Questa
compatibilità software rimarrà la caratteristica principale di tutta la
famiglia di microprocessori Intel. Secondo alcune stime, entro 6 anni
dall'introduzione del processore 286 i personal computer basati su questo
processore erano 15 milioni in tutto il mondo.
1985:
microprocessore 386
Annunciato
il 17 ottobre del 1985, il
microprocessore 386 vide la luce. Conosciuto come il processore più copiato al
mondo, era costituito da 275.000 transistor a 5 volt (un numero più di cento
volte superiore rispetto all'originale processore 4004) e raggiungeva velocità
che variavano tra i 16 e i 40 Mhz. Si trattava di un chip a
32 bit ed era "multitasking", nel senso che consentiva di eseguire più
programmi contemporaneamente. Esistono
due diversi modelli gli DX e i SX. I primi hanno architettura a 32 bit totale
(interna e sul bus dati che comunica con la memoria RAM) mentre i secondi, più
economici trasmettevano dati al bus esterno a 16 bit alla volta. Potevano
indirizzare 4096 megabyte di RAM ed essere affiancati dal coprocessore
matematico 80387. Con questi processori entrava in competizione con INTEL
l'azienda AMD (Advanced Micro Device) che immetteva sul mercato l'80386 a 40
Mhz dopo una causa sul copyright vinta su Intel.
1989:
microprocessore 486
La
generazione di processori 486 rappresentò il passaggio da un computer a
livello di comandi ad un tipo di elaborazione basata sul mouse. "Per la
prima volta, il computer era a colori e consentiva di svolgere operazioni di
desktop publishing ad una velocità notevole", ricorda lo storico della
tecnologia David K. Allison, dello Smithsonian National Museum of American
History. Il suo chip, in versione originale (486 DX), comprendeva
1.185.000 transistor alimentati a 5 volt e usava 168 piedini. Esso fu il primo ad offrire
8 Kbyte di cache di primo livello e un'unità per il calcolo in virgola mobile,
quest'ultima basata su un coprocessore
matematico integrato, che consentiva di velocizzare l'elaborazione in quanto le
funzioni matematiche complesse venivano fornite dal processore centrale.
Ricordiamo che la cache di primo livello viene usata per accelerare l'accesso a
dati e istruzioni che altrimenti dovrebbero essere recuperate ogni volta dalla
memoria esterna, con maggiori cicli di attesa.
Esistono
4 diversi modelli dei processori 80486: gli SX, i DX, i DX2 e i DX4, più alcuni
modelli a basso consumo energetico come gli SL. Anche il processore 80486 SX
rappresentava una sorta di "anello di transizione" nato per fini
economici, in quanto era l'unico dell'intera serie a non essere dotato di
coprocessore matematico; la sua velocità variava da 25 a 33 MHz. I modelli DX
raggiungevano una velocità massima di 50 MHz e rappresentarono, unitamente ai
loro "fratelli maggiori" la vera piattaforma di decollo per la grafica
e la multimedialità. I DX2 e DX4 utilizzavano una tecnologia conosciuta sotto
il termine di "doppio orologio", in grado di raddoppiare o addirittura
quadruplicare la velocità interna della CPU. Le velocità dei DX2 variavano da
50 a 66 MHz, mentre i DX4 raggiungevano normalmente i 100 MHz e gli ultimi
processori prodotti da AMD velocità di 120 e 133 Mhz. Si deve anche ad AMD
l'introduzione di un 486 superveloce che la stessa azienda battezzò 80586, era
in effetti un 486 con memoria interna doppia capace di raggiungere una velocità
di 133 Mhz e se orverclocckato, anche di 160 Mhz surclassando nei normali
applicativi anche gli allora costosi Pentium 100 e 120. . Per arrivare ad
innalzare la frequenza dei processori 486 DX4 la intel ed AMD migliorarono il
processo produttivo abbassando da 1.5 micron a 0.8 micron il livello di
integrazione dei transistor integrati sul chip. Ciò permise di abbassare la
tensione di alimentazione del 486 dai 5 volt ai 3.3 volt potendo cosi innalzare
la frequenza dal massimo precedente di 66 Mhz fino ai 120 Mhz.
1993:
processore Pentium®
Il
processore Pentium® venne così chiamato
e registrato dalla Intel per non permettere alla AMD di utilizzare lo stesso
nome per i suoi processori.
Infatti, le leggi americane non consentono di registrare un marchio di fabbrica
composto di soli numeri (in questo caso 80586) e quindi pensarono di dargli un
nome che lo identificasse univocamente e indicasse il proseguo dei 486: Pentium
deriva dal greco penta che significa cinque. Le sue prestazioni
consentivano ai computer di incorporare più facilmente i
dati del mondo reale, come le parole, il suono, la scrittura manuale e le
immagini fotografiche. Si trattava di un processore notevolmente
complesso la cui frequenza variava dai 60 ai 200 MHz. I Pentium, primi
processori con architettura a 64 bit, vennero realizzati dalla Intel assemblando
circa 3.100.000 transistor con piste da 0.8 Micron alimentati dapprima a 5 volt
per i modelli a 60 e 66 Mhz (ma che raggiungevano temperature da cottura) e, in
seguito, per innalzare la frequenza, venne diminuita la tensione di
alimentazione a 3.3 volt sfruttando una tecnologia costruttiva avanzata a 0.5
micron (millesimi di millimetro).
1995:
processore Pentium® Pro
Presentato
nell'autunno del 1995, il processore Pentium® Pro, con i suoi 5.500.000 di
transistor a 3.3 volt, fu progettato per
potenziare le applicazioni a 32 bit a livello di workstation e di server, in
quanto consentiva di effettuare operazioni veloci di CAD, ingegneria meccanica e
calcolo scientifico. Ogni processore Pentium® Pro era dotato di 256 Kbyte di memoria cache
di secondo livello per il potenziamento della velocità.
Processore
AMD K5
Fu
il tentativo di risposta di AMD per produrre un processore a 64 bit, presto però
l'azienda americana incontrò problemi di incompatibilità con alcune
applicazioni e riuscì a produrre processori a 75 e 90 Mhz con grave ritardo e
solo quando ormai Intel aveva gia immesso sul mercato i Pentium a 166 Mhz. Era
costruito con piste elettriche di 0.5 micron e funzionava a 3.3 Volt. Aveva una
memoria interna di 16 KB. Raggiungeva frequenza di 166 MHz.
1997:
processore Pentium MMX (Intel)
Questo
processore, nato l'8 Gennaio del 1997, era come un normale Pentium, ma costruito
con una tecnologia migliore (piste elettriche a 0.35 micron) che permise di
realizzare un modello a 233 Mhz (266 MHz per gli utlimi). La novità di questo
processore fu quella di avere inserite nel suo codice, oltre alle classiche
istruzioni dell'8086, anche ulteriori 21 nuove istruzioni per la grafica ed il
multimedia dette MMX (Multimedia Extension) utilizzate per migliorare appunto le
performance grafiche e multimediali. Con 4,5 milioni di transistor a 2,8 volt e
una memoria interna di 32 KByte, veniva assemblato su un chip di 296 piedini.
1997:
processore AMD K6
Nel
1993 una piccola azienda inglese dichiarò di essere riuscita a produrre un
processore ultraveloce che faceva uso di un'unità RISC (tripla unità di
calcolo che elabora istruzioni semplici in parallelo) per emulare le funzioni di
un processore 8086, invece delle unità CISC (singola o doppia unità di calcolo
sugli interi che elabora istruzioni complesse in parallelo). L'AMD acquistò
questa azienda e fece sua questa tecnologia, portando alla luce il 2 Aprile
1997, il processore AMD K6 che dimostrò di avere una unità di calcolo per gli
interi efficientissima, più veloce (a parità di frequenza) di qualsiasi altro
processore, mentre l'unità di calcolo in virgola mobile (coprocessore
matematico) era sìi superiore ai normali Pentium, ma non raggiungeva le
performance del Pentium MMX e dei futuri Pentium II. Tuttavia l'economicità di
questo processore, unita alle buone performance, resero ad AMD un discreto
guadagno. La sua architettura si basa su 8,8 milioni di transistor a 2,2 volt, 64
Kb di cache di primo livello e 321 piedini.
1997:
processore Pentium® II
Il
processore Pentium® II, nasce per rivoluzionare l'architettura tipica del
processore. Con i suoi 7,5 milioni di transistor a 2,2 volt per i primi modelli
e 2,0 per i secondi, incorpora la
tecnologia MMX di Intel, progettata specificamente per l'elaborazione
efficiente di dati video, audio e grafici. Viene fornito con un chip di memoria
cache
ad alta velocità,
512 kbyte, in una innovativa cartuccia S.E.C. (Single Edge Contact)
collegata ad una scheda madre tramite un connettore (Slot 1) a singola
estremità, come quelle delle normali schede, abbandonando il classico socket7
basato su una serie di piedini (pin). Con questo chip, si possono
registrare, modificare e condividere foto digitali con amici e parenti tramite
Internet, modificare e aggiungere testo, musica o transizioni tra scene nei
video domestici, e, tramite videotelefono, inviare video sulle linee telefonice
standard e su Internet.
Due sono i modelli prodotti: i primi denominati Klamath (0,35
micron) e i secondi chiamati Deschutes (0,3 - 0,25 micron).
1998:
processore Celeron
(Intel)
Questo
processore è una versione economica del Pentium II immessa sul mercato da Intel
per contrastare il dominio AMD nella fascia bassa del mercato. Inizialmente
questo processore venne prodotto senza cache e le sue prestazioni erano
terribilmente scadenti. Subìto il colpo da parte del mercato Intel decise di
modificare questo processore inserendo una memoria cache integrata su chip di
128 Kbyte funzionante alla stessa frequenza del processore. I nuovi processori
denominati Celeron A con nome in codice "Mendocino" ebbero e hanno
ancora un successo notevole con un rapporto prezzo / prestazioni davvero ottimo.
Attualmente questo processore si trova in due formati: per Slot 1 e per Socket
370.
1998:
processore
AMD K6 II
Questo
processore vuole rappresentare la risposta di AMD al Pentium II. E' identico al
K6 a livello architetturale, ma ingloba 21 nuove istruzioni chiamate 3D Now! per
la grafica 3D e per i videogiochi in particolare. Raggiunge attualmente
frequenza di 450 MHz. Le istruzioni sono parzialmente supportate dai driver
Directx 6.x e successivi, ma sono supportate per intero solo quando sono
inglobate nei driver della scheda video. Più tardi AMD
decide di lanciare una nuova versione del processore indirizzata ad una fascia
di mercato che comprende un’utenza più professionale e, per migliorare le già
ottime prestazioni generali, viene integrata nel processore una cache di secondo
livello di 256 KB di tipo full speed, cioè funzionante alla stessa frequenza
del processore (sui Pentium II è di tipo a metà della frequenza del
processore). Il processore integra ben 9,3 milioni
di transistor a 2.2 volt con tecnologia costruttiva a 0.25 micron.
1999:
processore Pentium® III (Katmai)
Terza
evoluzione del processore Pentium II di Intel che oltre alle funzioni MMX,
integra anche istruzioni espressamente dedicate ai calcoli geometrici usati
nelle applicazioni, alla codifica Mpeg 2 per DVD e nei giochi 3D. Usa la tecnologia a 0,18 micron per
spingere la frequenza di funzionamento oltre i 600 Mhz.
1999:
processore
AMD K6 III
Sulla
stessa serie dei fratelli precedenti, l'AMD decide di lanciare
una nuova versione, più veloce, del suo processore K6 II, indirizzata ad una fascia di mercato che
comprende un’utenza più professionale e, per migliorare le già ottime
prestazioni generali, viene integrata nel processore una cache di secondo
livello di 256 KB di tipo full speed, cioè funzionante alla stessa frequenza
del processore (sui Pentium II è di tipo a metà della frequenza del
processore).
1999:
processore AMD Athlon
(K7)
Terza
generazione dei processori AMD, realizzata inizialmente con un sistema di produzione
a 0,25
micron (per funzionare oltre 500 Mhz), passerà poi alla versione più
sofisticata da 0,18 micron e raggiungere in futuro velocità prossime al GHz,
grazie anche all'uso del rame al posto dell'alluminio. Usa un particolare slot proprietario per
connettersi alla scheda madre, chiamato Slot A, e nasce per competere in modo
completo ai Pentium III di Intel. Tra le novità di questo processore rileviamo
per prima una frequenza di bus ufficiale, supportata dal nuovo protocollo
della Alpha detto EV6 , che sarà probabilmente di 200 Mhz, contro i 100 degli
attuali chipset Intel 440 BX e per seconda l'aumento della cache. Quella di
primo livello, infatti, (L1 cache) verrà inserita nella quantità di 128k, il
doppio di quella implementata oggi nel K6-2 e il quadruplo del Pentium 2; quella
di secondo livello (L2 cache), sarà invece presente in varie dimensioni e
velocità: nei modelli di punta raggiungerà il megabyte e sarà del tipo on -
die, ovvero cloccata alla stessa velocità del processore, di contro alla cache
di secondo livello del Pentium 2, che viaggia alla metà della velocità di
quest'ultimo. Le istruzioni 3D Now! implementate in questo chip sono: 19
dedicate al calcolo matematico per il riconoscimento vocale e alla video
compressione, e 5 ottimizzate per il DSP (processamento del segnale digitale)
estremamente efficienti nella compressione audio.
Differenze tra Pentium III Katmai e AMD Athlon 600
| Pentium III 550 | AMD Athlon 600 | |
|
Connessione scheda madre Tecnologia costruttiva Bus di sistema Cache L1 Cache L2 |
Slot 1 0,25 micron ... 0,18 micron 100 MHz 32 Kbyte 512 Kbyte |
Slot A 0,25 micron ... 0,18 micron 200... 400 MHz 128 Kbyte 512... 8 Mbyte |
1999 - 2000:processore Pentium III Coppermine
Frequenza
di funzionamento CPU: fino a 1,13 GHz.
Evoluzione
del processore Pentium III di Intel, mantiene infatti la stessa architettura, ma
integra la cache di secondo livello all'interno del chip, permettendo così di
competere con i processori AMD. Tuttavia questa aggiunta di cache L2, non ha
potuto fare miracoli (ricordiamo che l'architettura P6 è stata introdotta con
il Pentium Pro nel 1995) trovando maggiore
difficoltà nel salire in frequenza rispetto i rivali dell'AMD. Tutte le CPU di
frequenza superiore ai 600 MHz sono del tipo Coppermine, mentre quelle inferiori
ai 600 MHz il nucleo coppermine è riconoscibile dalla sigla "E" posta
subito dopo la freq. di funzionamento. Accanto alla freq. potreste trovare anche
la lettera "B", che identifica i modelli che richiedono un FSB
(Frequenza di funzionamento della scheda madre) di 133 MHz.
Ad esempio, per una CPU a 600 MHz:
"600" = PIII originale con FSB a 100
MHz
"600B" = PIII originale con FSB a
133 MHz
"600E" = PIII Coppermine con FSB a 100
MHz
"600EB"
=
PIII Coppermine con FSB a 133 MHz
Athlon Thunderbird
Strutturalmente,
l'unica differenza con il predecessore riguarda la cache, ma del Thunderbird è
disponibile anche una versione su zoccolo (Socket A) che è riuscita a far
infuriare un po' tutti gli utenti di schede madri Slot A, che non sanno fino a
quando AMD continuerà a produrre CPU del formato adatto. Ricordiamo che le
schede madri basate su chipset VIA KX133, essendo quest'ultimo incompatibile con
il Socket A, sono già obsolete dopo pochi mesi di vita. I chipset per Athlon
sono sempre stati (e sono tutt'ora) leggermente più arretrati di quelli della
Intel, e questo lascia temere un'obsolescenza precoce delle schede madri
acquistate. Tuttavia il rilascio del chipset AMD-760, renderà l'Athlon
Thunderbird un osso veramente duro per tutti.
Athlon Duron
Per
far fronte al mercato dei processori a basso costo dominato finora dalla Intel
col suo Celeron, l'AMD ha introdotto una nuova CPU, il Duron. Le ottime
prestazioni e il prezzo di listino molto basso lo rendono consigliabile ad una
larga fascia di utenti; l'unica perplessità, come per il Thunderbird, riguarda
il chipset. Aspettiamo l'AMD-760.
2000 - 2001:
processore Merced o Pentium 4
Nome
in codice del primo processore Intel a 64 bit basato interamente su
un'architettura RISC, a differenza dell'architettura CISC usata dalla maggior
parte delle famiglie precedenti. Sviluppato in collaborazione con HP, offre il
cosiddetto parallelismo esplicito, vale a dire diverse istruzioni vengono
eseguite in parallelo da più macchine dedicate e indipendenti che si trovano
tutte all'interno dello stesso chip. E' come avere all'interno del processore un
sistema multiprocessing. Richiede lo sviluppo di un sistema operativo
completamente nuovo, pur essendo in grado di eseguire l'attuale codice a 32 bit.
Funzionerà ad alte frequenze. Il nuovo chip Intel potrà contare inoltre su
nuove istruzioni (SSE 2) e un nuovo bus di sistema a 100 MHz con modalità di
trasferimento a fronte quadruplo (400 MHz equivalenti), che lo renderà
incompatibile con tutte le schede madri esistenti. Probabilmente verrà
introdotto anche un nuovo tipo di zoccolo. Per supportare il P4 sarà ovviamente
indispensabile un nuovo chipset, per ora noto col nome in codice "Theama"
e si pensa supporterà unicamente le memorie RDRAM.
Maggio 2001 - Intel®
Itanium™
Intel Corporation ha annunciato che a
giugno è prevista l'introduzione sul mercato dei primi sistemi server e
workstation basati su processore Intel® Itanium™. Destinato alle applicazioni
più impegnative, ad elevate prestazioni e di livello enterprise, il processore
Itanium è il primo componente della famiglia di prodotti Intel® a 64 bit. La
tecnologia EPIC (Explicitly Parallel Instruction Computing) del processore
Itanium offre funzionalità innovative per l'elaborazione di diversi terabyte di
dati, velocizzando le transazioni e gli acquisti on line protetti e i calcoli
complessi. L'architettura Itanium prevede inoltre caratteristiche esclusive di
affidabilità tramite la Enhanced Machine Check Architecture, che consente il
rilevamento, la correzione e la registrazione degli errori, e tramite le
funzioni ECC (Error-Correcting Code) e di controllo della parità. I processori
Itanium saranno dotati di 2 e 4 MB di cache L3 e opereranno a velocità di 800 e
733 MHz.
2001
autunno: Intel Foster
E' arrivata la nuova versione del
Pentium 4 destinata al mercato dei server e delle workstation, sostituta
dell'obsoleto Xeon. Le frequenze iniziali sono di 1,4 GHz, mentre a fine anno
arriveranno ai 2 GHz, con quantità di cache L2 e L3 (ulteriore cache dedicata
al processore) sempre maggiori.
2001
autunno: AMD Palomino
Anche in questo caso, AMD ha pronta la
risposta, con il suo Athlon Palomino che supporterà il dual processing,
affiancato in questo dal chipset 760MP. Fra le migliorie apportate al nuovo
processore, ci sono la tecnologia al rame e una migliore unità di
brach-prediction (algoritmo sul calcolo delle operazioni aritmetiche effettuate
più frequentemente), oltre naturalmente a una maggiore quantità di cache L2
(512 Kb, il doppio di quanto installato sul Thunderbird). Palomino partirà da
1,5 GHz, anche se la versione che supporterà due processori verrà rilasciata
verso la fine del 2001.
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