Fino a questo momento la questione della sicurezza legata ad un utente privato è stata tralasciata a discapito dell'utente stesso. Solo da poco tempo si sta cercando di trattare questo argomento rapportandolo a chi entra in rete per la prima volta. E' bene, quindi, che si conoscano determinati pericoli e la maniera per evitarli. Ricordate comunque che a nessun hacker o presunto tale verrà mai in mente di andare a vedere cosa c'è nel vostro personal computer perché sicuramente non troverà nulla di interessante. Non fatevi allarmare da fantomatici maghi del computer che minacciano con la loro capacità di entrare e far danni nei Pc di semplici utenti. Chi è davvero in grado di farlo non lo dirà mai e non si vanterà mai delle sue capacità, lo farà e basta! A questo punto mi sembra doveroso far delle precisazioni inerenti questa fantomatica figura di cui tutti noi abbiamo sentito parlare ma che in realtà si conosce ben poco: l'hacker

C'è molta confusione sull'uso della parola hacker, per colpa soprattutto della disinformazione ad opera dell'informazione (che paradosso!) fatta dalla TV, dalla carta stampata e da una certa cinematografia. L'hacker, nell'immaginario comune, è colui che cerca di penetrare in un sistema per buttarlo giù, che nel corso delle sue scorribande provoca comunque dei danni, come per esempio il furto di file di password o altre informazioni riservate. Quello non è un hacker, ma un "cracker". Inutile dire che anche questa definizione ha scontentato parecchi, primi fra tutti coloro che nella scena dell'underground digitale si definiscono, appunto, cracker. Viene definito tale, un esperto di "reverse engineering", l'arte di "smontare" un programma e sproteggerlo per capirne il funzionamento ed eliminarne le chiavi di protezione, i numeri seriali e, perché no, anche qualche bug. Queste azioni sono chiaramente illegali, ma la motivazione che spinge un cracker a fare il suo lavoro non è la semplice copia del programma, quanto l'abbattere gli schemi di protezione e dimostrare ai "colleghi" di essere stato più in gamba di loro. E' evidente la forte analogia che c'è tra hacker e cracker entrambi spinti da un irrefrenabile voglia di sfida e conoscenza entrambi esperti di sistemi informatici e di programmazione. La questione sulla figura del cracker è tuttavia controversa perché si tende ad usare sempre più spesso l'accezione negativa del termine. Non è questa la sede adatta per approfondire il discorso sui cracker (forse in un articolo futuro) ma la distinzione meritava comunque una precisazione.

Ritorniamo ora agli hacker. Un hacker è sicuramente una persona che ama studiare a fondo i sistemi per scoprirne le peculiarità nascoste, nuove caratteristiche e debolezze, con il fine di aggirare i limiti di un sistema per penetrarne le difese. Chi ha tali capacità può quindi tentare di accedere alle informazioni nascoste di un sistema, pur non avendone diritto. Su questo discorso torneremo in seguito quando si accennerà "all'etica hacker". Un haker è senz'altro un maniaco della programmazione. Una volta messa a punto una tecnica è necessario scrivere un programma che la sfrutti. Comunque la capacità di programmare può essere vista come una caratteristica di un hacker , una specializzazione. Sarebbe riduttivo definire un Hacker un "programmatore". In realtà non è semplice definire con completezza la "figura Hacker". Leggiamo alcuni brani del jargon file (il manifesto degli hacker), per capire un po' meglio chi sono da come loro si definiscono: "Il termine Hacker tende a connotare l'apparteneza ad una comunità globale.[...]. Implica anche che la persona in questione sottoscriva in qualche modo l'etica hacker .[..]. E' meglio essere descritti come hacker da qualcun altro, piuttosto che descriversi come tali da soli. Gli hackers considerano se stessi qualcosa come un elite ma i nuovi membri sono graditi benvenuti. C'è quindi una certa autosoddisfazione nell'indentificarsi come hacker, ma se affermi di esserlo e non lo sei, sarai prontamente etichettato come "lamer". " [....] Noi esploriamo e voi ci chiamate criminali. Noi cerchiamo la conoscenza e voi ci chiamate criminali. Noi cerchiamo la conoscenza e voi ci chiamate criminali...[...]. Si sono un criminale Il mio crimine è la curiosità. [..]. Il mio crimine è che sono più furbo di voi, una cosa che non potrete mai perdonarmi."

Per quanto riguarda l'etica dicono: "La convinzione che la condivisione delle informazioni sia una cosa buona e positiva, e che è dovere etico dell'hacker condividere le loro conoscenze scrivendo software gratuito o facilitando l'accesso alle informazioni e alle risorse informatiche ovunque è possibile. La condivisione che penetra nei sistemi per divertimento ed esplorazione è eticamente a posto, finché il cracker non commette il furto, vandalismo o diffusione di informazioni confidenziali." Penetrare in un sistema non viene visto come un atto criminale, ma come una sfida. L'idea non è di danneggiare la "vittima", ma di trovare un mezzo di penetrare le sue difese. E' la sfida intellettuale, la curiosità, la voglia di sperimentare, a muovere l'hacker , non il provocare un danno a qualcuno e neanche il guadagno personale.

Un prodotto della nuova generazione telematica il lamer: L'hacker è colui che sviluppa la tecnica ed eventualmente realizza dei programmi che la implementino. Coloro che utilizzano ciecamente queste tecniche e questi programmi, perché li hanno rimediati da internet sono dei lamer, che hanno solo una vaga idea di come usare lo strumento che hanno in mano e non sanno niente di sistemi informatici, di programmazione, o di come coprire le proprie tracce in rete. Il fatto è che fino ai primi anni '80 i computer erano maneggiati da pochissime persone (hacker o personale specializzato) e si trovavano solamente nelle università. Avere accesso ad una tastiera e ad un sistema collegato in rete era un impresa improba, ricordando tra le altre cose che quando si parla di rete non si intende certo internet come la si conosce oggi. Al giorno d'oggi tutti hanno un computer sotto mano, chi a casa, chi in ufficio, chi in macchina (vedi i portatili). Certo questo fenomeno della diffusione in massa dei Pc è da considerarsi in maniera sicuramente positiva ma si è rilevato un arma a doppio taglio, sopratutto con l'avvento di internet. Chiunque, spinto da una normale curiosità accresciuta dai mass media, sul fenomeno hacker può reperire in rete programmi pericolosi senza avere la benché minima idea di come funzionino e e di come debbano essere maneggiati. Si può finire in galera con la convinzione di avere fatto un semplice scherzo anche se di cattivo gusto. Questo articolo è stato scritto solamente per cercare di spiegare a chi non ha le idee chiare e a chi ha sentito solamente voci sul fenomeno hacker, chi in realtà siano questi "smanettoni" della rete. Non si vuole giustificare in nessuna maniera quello che fanno, come lo fanno o perché lo fanno. Un ultima cosa: Per proteggersi dalla rete non occorre diventare paranoici delle rete stessa ma seguire solamente delle semplici norme di sicurezza.

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